Borghi da non perdere, l’Abruzzo si prepara

Il ministro Franceschini annuncia iniziative e fondi per i centri fuori dai grandi circuiti. Di Marco: sono un grande patrimonio, abbiamo progetti già pronti per renderli ancora più belli

di Antonio De Frenza

PESCARA. Il 2017 sarà l’anno dei borghi. Un anno dedicato alle mille piccole Italie che punteggiano la penisola e ne costituiscono l’anima profonda e gran parte della bellezza. L’anno, inaugurato la scorsa settimana a Castel Sant’Angelo, a Roma, dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, non dovrà essere, nelle intenzioni del titolare del dicastero, una celebrazione retorica e vuota. Ma un’occasione per valorizzare il «patrimonio naturalistico, umano, culturale e artistico» dei borghi italiani, che possono essere un volano di ulteriore sviluppo del turismo italiano. Un settore che vale il 10,2 per cento del Pil e l’11,6 per cento dell’occupazione per 50,7 milioni di presenze (in Abruzzo siamo a otto punti di Pil e 7 milioni di presenze).

Il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, riserva infatti a questa fetta d’Italia minore e appartata, il compito di offrire un’esperienza turistica “slow”, più sostenibile e autentica, e allo stesso tempo lontana e complementare rispetto a quella delle località universalmente più note, con l’obiettivo di creare anche nuova occupazione. «I borghi si spopolano perché non c’è lavoro» ha spiegato Franceschini, «ma se si creano occasioni di occupazione, come dimostra la bellissima esperienza degli hotel diffusi», (che proprio in Abruzzo sono nati per visione e iniziativa di Daniele Kihlgren a Santo Stefano di Sessanio, replicata poi a Matera), «tornano anche le persone e i giovani». Intanto a maggio si terranno gli Stati generali dei borghi, mentre a quelli delle regioni del centro Italia colpite dal sisma, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, un emendamento al Milleproroghe già approvato in commissione Affari Costituzionali del Senato, destina 4 milioni di euro nel 2017 a sostegno dello spettacolo dal vivo.

Ma come si prepara l’Abruzzo a questa celebrazione? La nostra regione non ha nulla da invidiare alle altre per consistenza e valore del patrimonio urbano e naturalistico. Ma soffre più di altre di certe fragilità che gli eventi sismici del 2016 e il maltempo del gennaio scorso hanno accentuato. Mettendo in difficoltà anche quei pezzi di territorio che sono rimasti integri. E che già da subito sarebbero in grado di fare accoglienza turistica. Un problema che solo un comunicazione mirata e pervasiva può aiutare a superare. Ne è consapevole Antonio Di Marco, presidente della provincia di Pescara, sindaco di Abbateggio e referente per l’Abruzzo dell’esclusivo club dei Borghi più belli d’Italia (23 i comuni associati in Abruzzo, tra cui Abbateggio): «A breve faremo un incontro nazionale dedicato proprio alle regioni che hanno avuto queste difficoltà, per sostenere con nostre azioni di valorizzazione ma soprattutto di comunicazione selettiva le realtà dove non ci sono stati danni da terremoto o danni alla viabilità».

Su questo punto Di Marco chiederà anche una mano alla Regione. «Faremo un incontro a breve con il governatore Luciano D’Alfonso», dice il sindaco e presidente di Provincia, «per condividere le risorse previste dal Masterplan per i centri storici, che ammontano a 15 milioni di euro. In particolare presenteremo alla Regione progetti già definiti e cantierabili per migliorare l’attrattività dei borghi, eliminando per esempio alcune difformità architettoniche. Credo che questa azione sia necessaria, perché quello dei borghi è un brand che funziona».

da http://ilcentro.gelocal.it/pescara